Viale della Bella Villa 58d

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Attacchi di panico - Agorafobia

Bastano pochi minuti per scatenarsi, in maniera improvvisa e dirompente. Gli attacchi di panico consistono in una sensazione di fortissima paura accompagnata da una serie di modificazioni sul piano fisico, tali modificazioni comprendono: sudorazione, tremori fini o a grandi scosse, dispnea o sensazione di soffocamento, sensazione di asfissia, dolore o fastidio al petto, nausea o disturbi addominali, sensazioni di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento, derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da se stessi), paura di perdere il controllo o di impazzire, paura di morire, parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio), brividi o vampate di calore. Quello che accade quando si scatena un attacco di panico è una errata interpretazione dei sintomi della paura. In altre parole, quando ci spaventiamo per qualcosa (ad esempio, sono in autostrada, penso che potrei fare un incidente quindi mi spavento) il nostro corpo reagisce al pensiero che ci spaventa mettendo in atto una serie di modificazioni sul piano fisico, modificazioni che dovrebbero essere funzionali come risposta fisiologica ad un evento potenzialmente pericoloso: il corpo si prepara ad attaccare o a fuggire. La percezione di tali modificazioni però dà origine ad un circolo vizioso che si autoalimenta. Percepiamo la nostra paura sul piano fisico (palpitazioni, tremori, sudorazioni ecc.) e la interpretiamo come sintomo puramente fisico (sto per svenire, sto per avere un infarto, sto per morire), questo ci spaventa ancora di più. Solitamente questo circolo vizioso dà origine ad un altro problema: l'evitamento. Quello che in linguaggio tecnico si chiama Agorafobia, la paura dei luoghi dai quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi. Se un attacco di panico ci coglie in un luogo affollato, ad esempio, la paura di poter rivivere un momento così spaventoso farà si che inizieremo ad evitare i luoghi affollati. Questo meccanismo può coinvolgere diverse aree di vita della persona, riducendone l'autonomia.

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