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Come la musica plasma il nostro cervello

January 30, 2016

 

Il Professore universitario Nina Kraus cerca di far luce su uno dei compiti più complessi del cervello, dare senso ad un suono.

La Dott.ssa Kraus ha spiegato come è diventata capace di risolvere un importante problema inventando un nuovo modo di misurare quello che accade nel cervello quando è intento ad elaborare un suono.

I suoni della nostra vita cambiano il nostro cervello, questo è quello che ritiene Kraus, inventore, musicista e direttore della Northwestern Auditory Neuroscience Lab. “Nel nostro laboratorio indaghiamo come i suoni della nostra vita cambiano il cervello e come i diversi modi di sviluppo o declino siano influenzati dalle modalità di elaborazione dei suoni”.

Per misurare la risposta del cervello al suono, i ricercatori trasmettono le parole o la musica direttamente nelle orecchie dei volontari. Gli scienziati hanno misurato l'energia elettrica prodotta dal cervello (attraverso sensori collegati alle teste dei partecipanti) quando questo è impegnato a tradurre un suono.

I risultati di una serie di studi che hanno coinvolto migliaia di partecipanti, dalla nascita a 90 anni, suggeriscono che la capacità cerebrale di elaborare un suono è influenzata da tantissime cose: dalla capacità di suonare uno strumento ad imparare una nuova lingua, dall'invecchiamento ai disturbi del linguaggio fino alla perdita dell'udito.

Gli studi indicano che nel corso della vita le persone che praticano attivamente musica (come hobby) possono sentire meglio con rumori di sottofondo di quelli che non la praticano. Il lavoro di Kraus suggerisce anche che la povertà e il livello di istruzione della madre possono influenzare la capacità del bambino di elaborare parti essenziali di un suono.

La capacità di misurare l'elaborazione del suono nel cervello ha portato ad altre importanti scoperte in neuroeducazione.

I risultati raggiunti da Kraus ed il suo team, oltre all'approccio biologico per misurare l'elaborazione di un suono da parte di un individuo con una precisione senza precedenti, comprendono:

1) La possibilità di prevedere la capacità di lettura futura in bambini pre-alfabetizzati dalle modalità di elaborazione delle componenti del suono;

2) I deficit nell'elaborazione del suono possono essere compensati dal praticare attivamente musica così come dall'apprendere un altra lingua;

3) L'elaborazione cerebrale del suono può essere un marker neurologico per problematiche come l'autismo, la dislessia e i ritardi dell'apprendimento.

 

Northwestern University. "How music, language shape the brain." ScienceDaily. ScienceDaily, 14 December 2015.

 

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